Lettera aperta di Alessio Capria al Ministro Mussi
domenica 16 settembre 2007
Anche a Scalea c’è chi non è riuscito a realizzare il sogno di essere utile ai fini della salute degli altri. In una lettera, inviata al ministro Mussi, Alessio Capria non riesce a capire come mai, al Ministero, vige ancora l’ inutile convinzione che un bravo medico debba prima superare un test nel quale di medico c’è ben poco. La scuola dovrebbe essere aperta a tutti, non a pochi eletti.

Egregio Ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi,


sono Alessio Capria di Scalea (CS), uno dei circa sessantatremila studenti ai quali è stato IMPEDITO di realizzare il proprio sogno. Mi riferisco a quel sogno di essere utili ai fini della salute degli altri.

Il 04/09/2007 ho sostenuto il test di ammissione alla Facoltà di medicina e chirurgia presso l’università di Firenze e, come è facile intuire, non sono rientrato nei posti utili. Le scrivo perché non riesco a capire come mai, al Ministero, vige ancora l’ inutile convinzione che un bravo medico debba prima superare un test nel quale di medico c’è ben poco. Ho fatto tante ricerche e non ho trovato altro che frasi del tipo i test, anche se definiti attitudinali, mirano semplicemente a verificare la conoscenza dello studente relativamente ad alcune discipline e sicuramente non sono in grado di stabilire la reale possibilità di frequentare con profitto il corso di studi”. Tantissima gente che supera il test, arriva intorno al terzo o quarto anno e poi si ritira, perché? E’ ovvio il perché, non erano portati per fare i medici. Infatti, capita spesso che le università portino i ragazzi negli ospedali e che molti non riescano a sopportare la vista della sofferenza, del sangue o del dolore. Io ho soccorso persone, ho consigliato “terapie” ad amici con infortuni sportivi, ho medicato bruttissime ferite, sono stato in ospedale ed ho, per quanto possibile, cercato di rendermi utile. Mi sono trovato in brutte situazioni e NON MI SONO MAI FATTO PRENDERE DAL PANICO. Se pensate di poter valutare la capacità di un medico da un test del genere… allora trovate anche il modo per misurare il coraggio delle persone!

Non potendo essere capaci di giudicare le reali attitudini di una persona a quel lavoro, basatevi anche sul curriculum scolastico. Io ho avuto il massimo, ovvero 100 (CENTO) all’esame di stato, ho avuto il massimo dei crediti al liceo scientifico e, fin da piccolo, ho sempre raggiunto i massimi traguardi nello studio. Non conta niente ai fini dell’entrata nella Facoltà che desidero?

Mi domando perché non mi debba essere data la possibilità di studiare quello che più fa per me. Mi viene negato il tutto a causa di quello stupido numero chiuso, totalmente inutile ai fini per i quali dovrebbe esistere. Come lei ben sa, l’articolo 34 della Costituzione italiana recita:

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

E come giudicate chi è capace e meritevole??? Sottoponendolo ad un test che, quasi, non ha niente a che fare con ciò che lo studente dovrà affrontare??? No, non si può fare una cosa del genere. E poi, mi domando… quanti davvero hanno superato il test con le loro forze? In Italia esistono i RACCOMANDATI (vedasi Catanzaro, Bari, Chieti e Ancona!!!), è un dato di fatto! In tutta Italia, per noi che tentiamo di superare lo scoglio del numero chiuso, i posti si dimezzano perché, per metà, sono già assegnati in partenza, ancor prima di sostenere il test.

A tal proposito voglio aggiungere che quasi mi dispiace non aver cercato una raccomandazione! Il che, considerato che nella mia vita ho sempre condannato chi con mezzi poco ortodossi ha raggiunto i propri obbiettivi, dovrebbe portare lo Stato a riflettere su quello che è stato capace di fare! La formazione di un giovane nasce nella famiglia e continua nella società, ma se la società porta un ragazzo a rinnegare i suoi valori, allora dovremmo interrogarci su quello che potrebbe essere il risultato finale. L’ovvia considerazione cui giunge un giovane di diciannove anni è che NEL MONDO DI OGGI IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI. E’ questo che volete insegnare agli adulti di domani??? Se è così non c’è alcuna speranza di avere un futuro migliore! Rassegnatevi a tangentopoli, al dominio della mafia e non professate più la ricerca della meritocrazia e della trasparenza, perché sarebbe solo un’offesa alla nostra intelligenza.

Io, come altre migliaia di studenti e TANTI PROFESSORI UNIVERSITARI, sono profeta dell’inefficacia del numero chiuso e non capisco come, in una Nazione che dovrebbe sempre tendere a progredire, possa ancora esistere una selezione così distorta e crudele.

Abolite quell’inutile numero chiuso e date a tutti la possibilità di studiare ciò che meglio credono. E’ questo il vero compito di un governo! Bisognerebbe rendere più facile la vita della gente e non, come è stato fatto finora, complicarla fino allo stremo.



Distinti saluti

Alessio Capria


P.S. Se, come il buon senso vuole, si dovesse un giorno abolire il numero chiuso, non si preoccupi del sovraffollamento, tanto, come in precedenza le dicevo, la maggior parte non è portata per fare un mestiere così delicato, molti lascerebbero prima (come succedeva un tempo). SOLO I PIU’ CAPACI E MERITEVOLI ARRIVEREBBERO UN GIORNO A LAUREARSI E, FINALMENTE, SI POTREBBERO DAVVERO AVERE I MEDICI MIGLIORI.

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FelS - "Numero chiuso" Unregistered | 2008-01-04 17:26:00
Benchè in apparenza il numero chiuso possa sembrare un azione crudele ed illegittima, se ci si sofferma qualche istante in più a carpirne il vero significato (uscendo magari dalla momentanea frustrazione di onnipotenza) si ottiene il senso della sua esistenza.

Pratica già da tempo in uso nella comunità europea, (infatti il decreto nasce da una direttiva comunitaria ndr), si sviluppa nel corso degli anni anche qui in Italia. Ma perchè?
A questa risposta si giunge proprio riconsiderando la lettura dell'articolo 34 Cost. (già sentenza corte cost. http://www.miur.it/atti/1998/no1204.htm)in base al quale il medesimo decreto sarebbe fonte per sostenere che il "diritto allo studio" sia garantito. Senza pervenire a tautologie di sorta, questo significa che il numero chiuso garantisce il diritto allo studio di tutti i matricolandi.
La motivazione è di facile presa, essa deriva dall'impossibilità oggettiva di garantire strutture adeguate all'istruzione delle categorie di professioni in esso (decreto) specificate. Tirocinio, aule e tutor divengono impossibili da realizarsi con numeri spropositati di studenti al seguito. Il passato non per forza deve divenire oggetto di reflessioni positive strumentali, il sovraffollamento che formalmente viene riconosciuto da tutti i medici di veccia guardia è un dato di fatto. Un "paese civile" utilizzando un'espressione tanto comune ormai, non può permettersi di deliberare in "possibilità" che vi sia un probabile abbandono, ma si deve basare sulle certezze.

Diciamo sì al numero chiuso, nostro DIRITTO, ma no allo squallore che lo circonda (raccomandazioni e qnt altro) e nn facciamo della retorica affermando che la società ci condizioni, siamo NOI a decidere, decidere di STUDIARE e di non imbrogliare, perchè sarà questo che ci differenziera da "quelli" che non valgono nulla.

Buona fortuna a tutti per il prossimo anno.

FelS
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