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Chiesa di San Nicola di Platea.
sabato 12 maggio 2007

Conosciuta anche come “Chiesa di Sotto”, la costruzione della struttura risale all’ VIII secolo. Nell’abside si trovano resti di costruzioni gotiche, e la cripta dell’Addolorata è caratterizzata da volte a crociera sorrette da colonne.

Nella cripta riposano le ossa del filosofo Gregorio Caloprese, e in una tomba monumentale è sepolto anche Ademaro Romano, grande ammiraglio angioino. Il monumento funerario in onore di Ruggiero di Lauria, invece, andò distrutto durante il terremoto che colpì la Calabria Settentrionale nel 1683.

Venne ampliata e restaurata nel XV secolo, diventando uno dei più importanti monumenti quattrocenteschi.

Nel XVI secolo, i corsari saraceni saccheggiarono la chiesa, portando vià la spada del defunto Adimaro Romano, una campana d’argento e altri oggetti sacri. L’imbarcazione che trasportava la campana naufragò prima di raggiungere Capo Scalea, e un’antica tradizione vuole che il giorno di San Nicola, il 6 dicembre, la campana suoni dal fondo del mare, ma solo i puri e gli innamorati possono sentirla.

L’archivio parrocchiale d’inestimabile valore storico fu distrutto da un incendio nel XVIII secolo.

Dopo l’ultima guerra mondiale, che causò la distruzione dell’antico campanile, della secolare campana grande, dell’antichissimo organo a canne e di una fonte battesimale, la chiesa fu interamente ristrutturata e perse il suo originario aspetto antico.

 

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